martedì 5 agosto 2025

Il naufragio del transatlantico “Republic” Claudio Romano L’affondamento del “Republic “dimostrò l'importanza della radiotelegrafia come strumento essenziale per la sicurezza in mare, prima ancora della tragica fine del più famoso Titanic, contribuendo a migliorare le procedure di emergenza e a salvare molte vite umane, consolidando il ruolo della radio. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Costruzione e Servizio L'RMS Republic un transatlantico britannico operante per la White Star Line tra il 1903 e il 1909. Costruito dai cantieri Harland and Wolff di Belfast tra il 1902 e il 1903, la nave era dotata di due eliche, un solo fumaiolo e 12 compartimenti stagni. Ordinato in origine come SS Columbus dalla Dominion Line, effettuò con tale nome e tale compagnia solamente due traversate transatlantiche da Liverpool a Boston, per poi essere acquistato dalla White Star Line ed essere rinominato Republic; fu una delle rarissime occasioni in cui tale compagnia acquisì un'imbarcazione di cui non aveva direttamente commissionato la costruzione. Riconosciuta come una delle navi più grandi e sfarzose dell'età edoardiana, era soprannominata "la nave dei milionari". Il naufragio Collisione con il Florida Il 22 gennaio 1909 il Republic salpò da New York diretto a Gibilterra, da dove sarebbe dovuto entrare nel Mediterraneo perla sua crociera nel Mediterraneo il a seguito di una collisione la nave Florida naufragò, nella notte del 23 al largo dell'isola di Nantucket, occasione in cui riuscì a mantenersi a galla abbastanza a lungo da permettere l'evacuazione della maggior parte dei passeggeri; il suo affondamento è passato alla storia per essere stato il primo dove fu fatto uso del segnale di emergenza CQD (predecessore dell'SOS). La Republic è quindi la prima nave della storia ad aver chiesto soccorso via radio la nave incontrò un fitto banco di nebbia. Con la visibilità minima, il capitano Sealby fu costretto a ridurre la velocità e a ricorrere ai fischi delle sirene della nave, sia per calcolare la rotta sia per avvertire eventuali altre navi nelle vicinanze della propria presenza. Soccorsi e attività di Jack Binns Determinante nell'evacuazione si rivelò l'operato del marconista del Republic Jack Binns, il quale si trovava a letto al momento della collisione. Sopravvissuto per miracolo, rientrò subito in servizio e, accortosi dell'assenza dell'elettricità, recuperò nella sala delle comunicazioni, già parzialmente sommersa, alcune batterie di riserva, che usò per alimentare la propria attrezzatura radiofonica; si mise quindi in contatto con chiunque fosse in ascolto, trasmettendo dalla propria cabina distrutta dalla collisione.[3] Essendosi reso conto della gravità della situazione, Binns inviò prontamente il CQD, il primo codice navale impiegato come richiesta di soccorso, fino ad allora mai utilizzato, divenendo a tutti gli effetti il primo operatore marittimo in assoluto a impiegarlo. Il CQD di Binns non raggiunse direttamente alcuna nave ma venne recepito dalle stazioni radio presenti a Nantucket, che lo trasmisero a loro volta a tutte le imbarcazioni disponibili. La prima a rispondere fu il Baltic, un altro transatlantico della White Star Line, che si diresse speditamente verso il luogo del disastro. Aspetti negativi La radio, all'epoca ancora una tecnologia relativamente nuova, permise la comunicazione immediata tra la nave e le autorità di terra, facilitando il salvataggio dei passeggeri e dell'equipaggio. A margine di questa vicenda dobbiamo registrare il lato negativo che possiamo considerare la conseguenza del naufragio anche del TITANIC. La fine del XIX secolo e inizio del XX secolo vede lo sviluppo della tecnologia, un fiorire di nuove invenzioni un secolo di grande innovazione nell’ambito scientifico e tecnico. in fisica, Micheal Faraday scoprì l’induzione elettromagnetica e formulò i concetti di campo elettrico e di linee di forza per rappresentare gli effetti elettrici e magnetici. Queste sue scoperte portarono a quella che in Inghilterra portò alla industriale. Questo clima portò a far credere che l’uomo ,con le sue invenzioni fosse infallibile .Questa fu la ragione per la quale in maniera indiretta ci furono sopravalutazione nelle proprie capacità progettuali l’esempio fu quello di credere che 12 compartimenti stagni del Republic fossero sufficienti per rende la nave sicura nella sua interezza complice il positivismo imperante e la volontà celebrativa imperante nella società inglese, inoltre il salvataggio dell’equipaggio delle due navi Republic e Florida furono salvati in maniera agevole tranne qualche problema in fase iniziale Paradossalmente la relativa buona riuscita dell'evacuazione del Republic creò un senso di falsa sicurezza e un rilassamento generale del senso del pericolo comune e delle misure di prevenzione degli incidenti marittimi Questa sicumera generale successivamente portò a sottovalutare quello che fu il più grave dei naufragi degli inizi del secolo XX .

venerdì 4 aprile 2025

Chiusa Voice of America e non solo

Brutte notizie dal mondo delle broadcasting, mai avremmo immaginato la chiusura di una emittente radio in un paese come gli U.S.A. Il cambiamento della politica della amministrazione della Casa Bianca ,il ridimensionamento della USAGM (U.S. Agency for Global Media) ha avuto come conseguenza la “chiusura” di una delle più note emittenti Nord Americane “Voice of America con ripetitori in tutta Europa ,nata nel 1942con lo scopo di diffondere l’opinione degli U.S.A. , inizialmente servì come strumento anti-propaganda dell'Asse , ma si espanse per includere altre forme di contenuto come programmi musicali americani per la diplomazia culturale . Durante la guerra fredda , le sue operazioni si espansero nel tentativo di combattere il comunismo e giocarono un ruolo nel declino del comunismo in diversi paesi. Contrastando le informazioni di Radio Mosca Radio Praga e tutte le emittenti ricadenti nell’orbita dell’Est. Ma della stretta della nuova amministrazione U.S.A.non è stata solo VOA ma anche RFE praticamente Radio Free Europe che iniziò le trasmissioni nel 1951 da Monaco, ricordiamo che le Germania era ancora divisa e si era in piena guerra fredda. Solo nel 1995 fu trasferita una sede Praga Altra emittente penalizzata è Radio Liberty e Radio Free Asia sempre finanziata dal governo U.S. A. e che copre l’area asiatica con le sue trasmissioni Il testo del decreto in effetti non può cambiare La legge ma può solo limitare le “attività” si spera nell’applicazione di tale norma Certo è che con la chiusura di questi emittenti si cancellano, nel bene o nel male circa ottanta di storia

giovedì 12 dicembre 2024

 

DX-TV

Con questo intervento ci piace condividere le esperienze fatte, quasi involontariamente, il “DX-TV” senza particolari mezzi tecnici di ricezione.

Negli anni che vanno tra il 1990 al 2000 era mia abitudine trascorrere le  vacanze estive presso Castel Volturno lungo quella zona Campana che è chiamata  “Litorale Domitio“località balneare dove posso le vacanze estive nella villa di famiglia  dove avevo montato il mio IC 211 per i 144 MHz collegata con fracarro di nove elementi … l’utilizzo della stazione radio oltre ai soliti QSO la radio era utilizzata quale mezzo di comunicazione per essere in contatto con imbarcazioni amici OM essendo appassionato di nautica.

Oltre la stazione radio avevo anche un televisore PHILIPS 22 pollici a colori un apparecchio TV prodotto negli anni ’80 il cui utilizzo era praticamente quello di tener occupati i bambini con cartoni animati.

L’esperienza che andrò a raccontare fu del tutto casuale .Nell’estate del 1992 ricordo che si svolgevano i giochi olimpici a Barcellona, ed una sera ero intento  a guardare sul  primo canale RAI una gara , onestamente non ricordo la disciplina, ma la cosa non è fondamentale  certo  una squadra italiana , in quella competizione era stata eliminata, per cui l’interesse per il pubblico italiano era scemato .per tale ragione la RAI terminò il collegamento Eurovisione  Ma la sorte volle che mi accorsi di continuare a vedere la competizione sportiva direttamente attraverso il canale TVE chiaramente con il commento in spagnolo le gare che erano rimaste dopo l’eliminazione di quella italiana.

Rimasi abbastanza sorpreso di quella ricezione tanto che il giorno dopo, abbandonando nelle ore serali il solito QSO sui due metri, armato di santa pazienza iniziai una scansione della gamma TV, dopo aver adattato nel miglior dei modi l’antenna TV su un rotore per poter migliorare il segnale in ricezione.

Dopo qualche tentativo ebbi modo di ebbi modo di ricevere il TG Regionale dalla Siciliana un ripetitore di Palermo.

Nei giorni successivi riuscii verso le 21.00 a captare una stazione TV che trasmetteva notizie in lingua araba in quel caso mi arresi, non riuscivo a comprendere da che paese tramettesse. Per fortuna la propagazione mi aiutò e poiché il collegamento fu stabile per più giorni finché un giorno nel seguire tutte le notizie in arabo il conduttore passo a dare le notizie per il “meteo” dove fu mostrata una cartina e li capii che la trasmissione era Algeri dell’Algeria

mercoledì 21 ottobre 2020

Modi digitale

 


Claudio Romano


Forse non tutto ciò che codifichiamo da una radio per mezzo di una interfaccia è “digitale”, per meglio dire è stato considerato digitale”. Considerazioni in liberta, sul termine “digitale”, cosciente di non essere depositario della verità e con l’augurio di aprire un dibattito sull’ argomento.


Certamente Internet non è la Bibbia, spesso però, le notizie se non tempestivamente “corrette” finiscono per “far testo”.

Ci piace fare un po’ di chiarezza e sull’evoluzione su un termine che siamo “costretti” ad usare come per esempio “digitale

Frequentemente in rete sotto la dicitura “modi digitali” per radioamatori “troviamo anche il CW e RTTY forse in maniera frettolosa e superficiale per la sola ragione che la trasmissione è prodotta un flusso di dati composti da numeri che opportunamente decodificati formano un messaggio di senso compiuto. Se così fosse mi verrebbe da includere nei modi digitali anche le trasmissioni delle note “number station” in fonia


Evidenzieremo le nostre osservazioni esclusivamente sui modi CW e RTTY tralasciando i modi PSK JT65 MSFK OLIVA ed altri modi. La ragione sarà specificata nel corso della nostra breve trattazione.


Il significato di digitale in italiano prima che questo termine fosse esteso ed utilizzato in informatica è il seguente: etimologia è latina da “digitus” relativo alle dita.

Ricordo che da piccolo quando chiesi ai miei genitori cosa fossero le “impronte “vegetali” …. Poi capii che esisteva un metodo d’investigazione che permetteva l’individuazione delle persone attraverso le impronte digitali.


Analizzando la etimologia del termine “digitale” ci viene spontaneo associarlo a tutto ciò che sia manuale, di conseguenza nell’ambito radiantistico una trasmissione in “onda continua “altrimenti” chiamata “Continuous Wave” praticamente il più noto C.W. potrebbe essere un modo digitale considerato che invece della voce si adoperano le dita per utilizzare il tasto.

Infatti tale trasmissione emette una nota continua opportunamente interrotta da punti e linee creando il noto codice Morse conosciuto anche come “C.W.”


Altra etimologia della parola digitale derivata dall’ inglese “digit” che significa “cifra” ;(tale il termine, per primo fu collegato ai primi display costituiti da 7 segmenti che diversamente associati formavano numeri da 0 a 9). Allora ci chiediamo perché non sono “digitali” tutti i metodi che si basano sull‘utilizzo del sistema binario?? che è un criterio numerico basato sull’ utilizzo di due cifre, cioè tipicamente 0 e 1, invece dei 10 del sistema decimale tradizionale. Che poi è alla base dell’informatica.


In informatica vi è una dicotomia tra i termini “digitale” ed “analogico” per sommi capi le due definizioni le possiamo sintetizzare come segue:


Una grandezza “analogica” varia con continuità e può assumere un infinito numero di valori.

Una grandezza “digitale” varia a gradi e/o a step

Oggi semplificando i concetti ad analogico si associa tutto ciò che “vecchio” e “obsoleto” mentre al digitale si associa tutto ciò che è nuovo


Se parliamo di implicazione necessaria di numeri nei modi digitali mi viene in mente la battuta di chi asserisce che gli unici orologi analogici sarebbero la clessidra o la meridiana


Come è noto per decodificare i segnali di una telescrivente si usa Codice Baudot poi sostituiti da altri codici EBCDIC e ASCII.

Alla base della “decodifica” di questo codice basati da 5 bit che opportunamente combinati creano 32 caratteri che corrispondono a lettere numeri e punteggiatura.


Cosi anche gli altri codici (EBCDIC e ASCII.) che sono varianti del primo sono basati sul sistemi binari.


Quella che segue in grassetto è una spiegazione tratta da un manuale dell’Olivetti risalente al 1955.1


La codifica e il riconoscimento dei caratteri si basa su un codice internazionale, costituito da 32 combinazioni di impulsi elettrici positivi e negativi, sufficienti a identificare tutte le lettere e i segni del messaggio. Ogni carattere battuto sulla tastiera lancia sulla linea un gruppo di 5 impulsi, aventi ognuno la durata di 20 millesimi di secondo, che, all’arrivo, provocano sulla macchina ricevente il movimento del corrispondente martelletto” … (Olivetti storia d’impresa))


Mai, prima dell’avvento dell’informatica, nel mondo del radiantismo l’RTTY veniva chiamato modo “digitale”.


Per una sorta di rispetto verso Samuel Morse David Edward Hughes, Émile Baudot che tanto si son prodigati per la realizzazione del telegrafo e delle telescriventi crediamo che sia corretto non catalogare il CW e RTTY nei modi digitali


Per concludere azzardiamo una definizione in attesa una nuova eventuale classificazione:


Si annoverano come “modi digitali” quelle trasmissioni i cui segnali sono decifrabili solo attraverso una “interfaccia/decoder” ed un idoneo software

1Per chi volesse approfondire l’argomento sulle telescriventi consiglio di visitare il sito: “Olivetti storia di una impresa”

http://www.storiaolivetti.it/percorso.asp?idPercorso=597

dove è possibile visionare il video

La telescrivente Olivetti. Principi di funzionamento ed usi”



lunedì 31 agosto 2020

Travor Lloyd Wadley


Travor Lloyd Wadley



Spesso ,quando le invezioni sono alla portata del quotidiano difficilmente ci si ricorda dell' inventore , ciò che è capitato a Travor Lloyd Wadley titolare di molti brevetti e quindi delle relative invenzioni.Famoso per aver inventato il circuito che porta il suo nome “Wadley loop” riconosciamo le innumorevoli intuizioni che hanno portato alle invenzioni fondamentali per la vita quotidiana .
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Travor Lloyd Wadley nasce nel 1920 a Durban in Sudafrica. Suo padre era il sindaco di Durban.la cui famiglia è molto numerosa.Nel frequentare la scuola risulta esser molto bravo in matematica e nelle discipline scietifiche ,grazie alla capacità di un'ottima memoriaTrascura lo sport tranne che per un evento di atletica cross-country dove nel vincere la gara detenne il record per un considerevole periodo di tempo ,circa 15 anni.Si laurea in ingegneria a Durban a lui dobbiamo lo sviluppo di molti brevetti come quello del Tellurometro che permetteva la misura di distanze sulla superfice terrestre ,si dedica allo studio di un dispositivo che consetiva di misurare la ionosfera ,utilizzato per misurare l'altezza degli strati ionizzati da 50 a 600 km che permette di acquisire informazioni durante le “tempeste ionosferica”
Nel 1941, durante la seconda guerra mondiale , si unì allo Special Signal Service delle forze armate britanniche. Wadley e altri colleghi lavorando al progetto “Radar”.Al CSIR1 ha sviluppato un rilevatore radar utilizzato per misurare l'altezza degli strati ionizzati di aria tra 50 e 600 chilometri. Queste informazioni forniscono informazioni su ciò che accade durante una 
Nel 1946 Wadley fu assunto come progettista di apparecchiature radio e strumentazione in una divisione speciale del Telecommunications Research Laboratory (TRL).Nel 1948, Wadley iniziò a lavorare su un progetto di necessatà primaria per fornire un mezzo di comunicazione radio le cui finalità per la sicurezza sul lavoro. Wadley stilò le linee guida le sue per adoperare alcune frequenze da utilizzare nel sottosuolo durante eventuali soccorsi. Questo studio durò oltre oltre un decennio, prima di vedere la sua realizzazione pratica
Agli inizi degli anni '50 fu chiesto al CSIR di sviluppare un dispositivo di misurazione portatile in grado di misurare le distanze con una precisione di 1 su 100.000. Nel 1954 questo progetto fu dato a Wadley e nel giro di sei mesi inventò il tellurometro. Uno strumento adatto per la misurare le distanze sulla superfice della terra fino a una distanza di 80 km con una sufficente precisione (misurando il ritardo di tempo nelle trasmissioni amicroonde).Questo metodo fu sostituito ma è stato in gran parte sostituito da sistemi basati su laser.
Furono effettuate misurazioni tra Brixton Hill a Johannesburg occidentale e Fort Klapperkop a Pretoria, essendo questa la base di rilevamento più accuratamente conosciuta in Sud Africa all'epoca.  Le prove comunque continuarono in altre zone per migliorare e affinare le strumentazioni




Circuito di Wadley
Fu nel 1948 al CSIR che T.L. Wadley inventò il ricevitore Wadley Loop , che consentiva una regolazione di precisione su bande larghe, un compito che in precedenza aveva richiesto la sostituzione di più cristalli. 
Il Wadley Loop è stato utilizzato per la prima volta nel Racal RA-17, un ricevitore militare britannico a onde corte di alta gamma degli anni '50 e, successivamente, nella radio sudafricana "Barlow-Wadley XCR-30".  Scaduto il brevetto questo tipo di cicuito fu utilizzato da altre fabbriche .infatti anche alcuni ricevitori “Drake” come SSR 1 oppure “SW8”
Il Wadley Loop è oggi più ampiamente utilizzato negli analizzatori di spettro. Le gamme delle frequenze risultavano molto pulite e intellegibili
. Questo tipo di circuito fu utilizzato più utilizzato dalla SABC, (South African Broadcasting Corporation) la SAPO,(South African Post Office)e da tutte le strutture militaridel Sud Africa e del governo britannico.
Un ricevitore di Wadley (circa 1952) è in mostra presso la collezione storica del South African Institute of Electrical Engineers a Observatory, Johannesburg.




    Nel corso della sua vita T.L. Wadley ebbe molti riconoscimenti titoli ed onoreficenze ad iniziare dalla Laurea in ingegneria elettrica - tesi "Tecniche eterodine in strumentazione specializzata" .Dottorato onorario dell'Università di Città del Capo.Nel 1967 presentò i principi elettrici del Tellurometer presso la Royal Geographical Society .Medaglia d'oro dell'Istituto Sudafricano degli Ingegneri Elettrici nel 1960.dal Franklin Institute in America nel 1970 per lo sviluppo di Microwave Surveying Instrument.L'ufficio postale sudafricano emise un francobollo commemorativo di 25 anni di Wadley e il tellurometro nel febbraio 1979.Durban High School ha istituito un premio annuale di matematica in suo onore nel 2016.Il comune di Durban ha nominato una via Trevor Wadley in suo onore.



1) Council for Scientific and Industrial Research


martedì 21 aprile 2020

EMISSIONI RADIO DEL PIANETA GIOVE




CLAUDIO ROMANO

                Come altri corpi celesti il Pianeta Giove emette intensi segnali radio, nel 1955, Bernard Burke e Kenneth Franklin del Carnegie Institution of Washington, utilizzando un’antenna per radio astronomia specifica (chiamata Croce di Mills) scoprirono che il pianeta Giove emette onde radio a 22.2 MHz.
                C.A. Shain, un astronomo australiano, analizzò delle registrazioni di Giove fatte nel 1950-51 alla frequenza di 18.3 MHz. Trovò che Giove emetteva più rumore radio quando era rivolto verso la Terra in un particolare,  ciò voleva significare che segnali  radio provenivano da sorgenti localizzate a particolari longitudini, erano individuate in determinate zone della superficie del pianeta.
                Nel 1964 E. Keith Bigg scoprì una connessione tra le tempeste radio di Giove e la posizione orbitale del suo satellite Io-Giove, caratterizzato da una magnetosfera. (Per magnetosfera si intende la regione di spazio circostante un corpo celeste entro la quale il campo magnetico da esso generato domina il moto delle eventuali particelle cariche presenti. Il termine è entrato in uso dopo gli anni cinquanta del XX secolo, quando è stato per la prima volta proposto dal fisico Thomas Gold.)  molto intensa dalla forma a strati toroidale che  discosta dagli altri pianeti per emissioni sporadiche, polarizzate e molto intense. Ciò fa pensare alla presenza di meccanismi non termici.
 Le radiazioni (burst), sporadiche, sono il risultato di violenti processi nell'atmosfera del pianeta collegati al moto del suo satellite Io, ed hanno potenza tale da poter essere rivelata da dispositivi amatoriali. La magnetosfera di Giove contiene particelle cariche provenienti dal satellite Io, in aggiunta al vento solare intrappolato nelle linee del suo campo magnetico. Una densa nuvola di elettroni forma un anello intorno all’equatore magnetico di Giove. I vulcani di Io lanciano, con grande potenza, gas elettricamente conduttori verso la zona interna della magnetosfera
L'energia per l'attività vulcanica del satellite deriva probabilmente dalle forze di marea sprigionate dall'interazione tra Io, Giove e altri due satelliti naturali del pianeta, Europa e Ganimede
                L’ascolto di queste emissioni viene fatto come detto su specifiche frequenze delle onde corte che corrispondono all’incirca alla lunghezza d’onda di 15 metri.
La NASA nell’ambito dei suoi programmi di divulgazione ha finanziato un progetto “Radio JOVE Project”destinato alle scuole questo progetto ha lo scopo di avvicinare i ragazzi all’astronomia in maniera facile e avvincente.
                La NASA ha predisposto un Kit composto da un ricevitore da una antenna software sfruttando la scheda audio dei PC  per la registrazione dei segnali. Il tutto facilmente assemblabile anche dai non esperti, grazie alle dettagliate istruzioni allegate. In particolare il software molto valido, infatti, è un sistema di visualizzazione e registrazione dei dati ricevuti che, sostituisce i costosi e ormai obsoleti registratori grafici a carta.

E’ bene ricordare che su Giove è presente l’'atmosfera è la più estesa atmosfera planetaria del sistema solare. È composta principalmente da idrogeno molecolare ed elio - con proporzioni simili alla loro abbondanza nel Sole - con tracce di metano, ammoniaca, acido solfidrico ed acqua; quest'ultima non è stata finora rilevata ma si ritiene che sia presente in profondità. Le abbondanze dell'ossigeno, dell'azoto, dello zolfo e dei gas nobili sono superiori di un fattore tre ai valori misurati nel Sole
Su Giove avvengono tempeste potenti, sempre accompagnate da scariche di fulmini. Le tempeste si formano principalmente nelle bande e sono il risultato di moti convettivi dell'aria umida nell'atmosfera, che portano all'evaporazione e condensazione dell'acqua. Sono siti d’intense correnti ascensionali che conducono alla formazione di nubi luminose e dense. I fulmini su Giove sono in media molto più potenti che quelli sulla Terra, tuttavia avvengono con minore frequenza e, quindi complessivamente il livello medio della potenza luminosa emessa dai fulmini sui due pianeti sono confrontabili.
            Da analisi statistica delle emissioni radio di Giove registrate a Terra, si scopre che queste tempeste avvengono con alta probabilità quando Io, una delle lune di Giove, si trova in una certa posizione intorno al pianeta. Per questo motivo tali tempeste si chiamano IO-A.  Le tempeste IO-A si percepiscono a terra come segnali che ricordano il rumore delle onde del mare (si tratta cioè di Long-Bursts).
Generalmente si è notato il periodo estivo, il  monitoraggio di giove non è indicato quando a un maggiore apporto di radiazione solare ultravioletta corrispondono un incremento della densita' elettroni, la ionosfera puo' restare attiva anche in ore notturne, ostacolando, di fatto, l'attivita' di Giove spinge molti radio-astrofili a prediligere la stagione invernale per osservare Giove.

            E’ facilmente intuibile che per noi radioamatori tale attività possa essere facilmente percorribile considerato  i mezzi  che occorrono, radio antenne e PC ….e tanta pazienza.

lunedì 20 aprile 2020

Dal 2020 solo radio DAB?



Claudio Romano


 Ci corre l’obbligo fare chiarezza riguardo la notizia comparsi su alcuni quotidiani sugli apparati radio digitali(DAB). Con un emendamento presentato in Commissione Bilancio al Senato il Governo spinge alla pensione la radio analogica.

Qui vorremmo approfondire una notizia data sia dai notiziari radio sia da alcuni quotidiani in cui si dava la notizia il cui contenuto  poteva essere letto così: “Dal 2020 in soffitta gli apparecchi radio in FM/AM ,inizia lo smaltimento delle vecchie radio “.Effettivamente con una emendamento all'art.89 della legge di stabilità, (al momento in discussione al Senato) il Governo propone che: "a partire dal 1º gennaio 2020 gli apparecchi atti alla ricezione della radiodiffusione sonora venduti ai consumatori nel territorio nazionale integrano almeno un’interfaccia che consenta all’utente di ricevere i servizi della radio digitale". Quindi da una lettura più attenta DAB+, FM ed AM continueranno a convivere. Sebbene alcuni commentatori ne abbiano tratto una conclusione diversa.
L'emendamento governativo, inserito nel complesso art. 89 (Uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia 5G). Non delibera il passaggio alla radio digitale ma la sua integrazione in tutti gli apparecchi radio venduti sul territorio nazionale, dal 1° gennaio 2019 all'ingrosso e dal 2020 per il dettaglio. La scelta è giustificata dalla volontà di favorire l’innovazione tecnologica inserendo negli apparecchi "almeno un'interfaccia" digitale.
La maggiore conseguenza, vedendo lo stato del mercato della radio attuale, è sulle automobili, il cui apparecchio radio sempre più è integrato con il DAB+ ma l'emendamento non affronta né un'eventuale "switch off" dell'FM sulla quale il settore, pubblico e privato, hanno investito miliardi né il nodo dell'infrastruttura. Il servizio pubblico è ben lungi dal completare la rete DAB+ da cui intere regioni sono escluse mentre le problematiche legate al coordinamento con i Paesi vicini impediscono nuove accensioni in alcune zone costiere.
Il decreto, quindi, in ogni caso coinvolge principalmente l’uso della radio in auto che come e noto continuerà ad essere presente su ogni autovettura. (Statisticamente l’uso della radio in auto è più diffuso che non a casa)
 In conclusione Il decreto ovviamente non impone lo spegnimento alle emittenti della trasmissione analogica AM/FM: chi vorrà potrà continuare a trasmettere in FM. Allo stesso modo nessuno vieta ai produttori di inserire ugualmente l’ “analogico” dentro le radio: quello che non potrà mancare sarà un sintonizzatore digitale.

Il naufragio del transatlantico “Republic” Claudio Romano L’affondamento del “Republic “dimostrò l'importanza della radiotelegrafia co...