mercoledì 28 ottobre 2015
mercoledì 22 ottobre 2014
Progetto Radio Jove della NASA all'Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Napoli Nominativo speciale II8RJP -
II8RJP - Progetto Radio Jove della NASA all'Osservatorio
Astronomico di Capodimonte, Napoli
La Sezione ARI di Napoli utilizzerà il nominativo II8RJP
dal 18 al 25 ottobre 2014
Sabato 18 ottobre 2014, presso l'Osservatorio Astronomico
di Capodimonte, Napoli, è stato inaugurato il radiotelescopio, realizzato
grazie alla collaborazione tra l'Unione Astrofili Napoletani e la Sezione ARI
di Napoli, nell'ambito del Progetto Radio Jove della NASA.
Si tratta di un progetto, nato a scopo didattico, per
dare la possibilità a chiunque, ossia studenti, astrofili, radioamatori (dunque
non solo agli astronomi professionisti dotati strumentazione complessa e non
alla portata di tutti), di ricevere le emissioni decamentriche di Giove o del
Sole, con mezzi relativamente semplici, ma con ottimi risultati.
In varie parti del mondo, sono già stati allestiti
diversi di questi radiotelescopi, i quali vanno a costituire una rete globale
di punti di osservazione tra i quali ci si scambia continuamente informazioni,
confrontando costantemente i rispettivi dati. Dunque, anche il radiotelescopio
installato a Capodimonte è inserito in questa rete.
martedì 23 settembre 2014
IL RAGGIO VERDE
IL RAGGIO VERDE
(Un fenomeno di foto meteore)
(IK8LVL)
Claudio Romano
Il raggio verde è un fenomeno ottico che avviene in concomitanza con il tramonto del Sole. Il
fenomeno è dovuto alla rifrazione
atmosferica della luce solare attraverso strati di aria piuttosto
spessi, cosa che può avvenire solo al tramonto. I vari colori della luce non
vengono rifratti con la stessa angolazione, l’atmosfera fa da “prisma ottico”
e, data una particolare angolazione, viene selezionata la componente verde. Il
fenomeno non sempre è facile da osservare ad occhio nudo a causa
del fatto che ha una durata molto breve. Risulta difficile da essere fotografato proprio
a causa del fatto che dura poco Questo
straordinario evento appartiene alla famiglia delle fotometeore e si può manifestare
con due modalità diverse. Nel primo caso, quando il sole è molto schiacciato e ben visibile
sopra l’orizzonte, si può formare un arco verde molto sottile che si distacca
dal lembo superiore del Sole sfilacciandosi in uno o in più filamenti verdi
sovrapposti (green rim). Se questo attraversa uno strato d’inversione
termica, allora si accende in un vero e proprio flash verde (green flash).
Nella letteratura scientifica quando il Sole subisce l’insieme di queste
deformazioni, si dice che si è in presenza di un “mock mirage”.
possibile vedere generalmente nelle giornate di estate, quando il Sole, sparendo al tramonto,
crea un sottile strato debolmente luminoso che nasce e si arresta in pochi
secondi. Generalmente, viene avvertito ad occhio nudo nelle giornate chiare. È
frutto della rifrazione della luce solare da parte dell'atmosfera, più evidente
al tramonto, quando i raggi solari radenti attraversano uno strato d'aria più
spesso. È da considerare anche che il sistema ottico umano è fondato sulle
diadi rosso-verde e giallo-blu, cioè, grossolanamente, nel punto spaziale e nel
momento nei quali si vede per esempio il rosso, non si può vedere il verde, e
viceversa, e similarmente per la coppia giallo-blu. Nel caso del fenomeno
ottico chiamato "sfarfallio", all'immagine reale osservata viene
associata dal cervello un'immagine fittizia complementare, e così può essere
spiegato il fenomeno del raggio verde. Fin dall'antichità varie popolazioni tra
cui Caldei,
Babilonesi
ed Egiziani
annotarono il fenomeno, senza per altro riuscire a spiegarne l'origine. Origine
che neanche il grande fisico Newton seppe dare. Il fenomeno venne osservato
e descritto anche dai fisici Joule nel 1869 e Lord Kelvin
nel 1893.
Jules Verne
vi si ispirò in un suo romanzo (Il raggio verde, 1882), mentre Eric Rohmer
in un suo film
(Il raggio verde, 1986
Previsione del fenomeno: Il fenomeno si può prevedere con
circa 20-40 minuti d'anticipo con la probabilità di successo del 66% (2 volte
su 3) osservando attentamente i seguenti fattori meteorologici: ci deve essere vento sostenuto, come
una forte Tramontana; un moto ondoso, lontano dalla costa, può amplificare
angolarmente il raggio, ma uno eccessivo, o solamente sotto costa, lo può
soffocare le velature lo rendono improbabile, ma non impossibile;alta pressione
sull'orizzonte e cielo limpido almeno 10° sopra il Sole; si è verificato anche
con piccole formazioni di cirrostrati 3°/4° sopra di esso si deve essere appena
insediato un anticiclone, se è presente da più di 2-3 giorni la visione del
raggio è improbabile; La possibilità di riuscita nella previsione sale al 90%
osservando i seguenti fenomeni, circa 5-10 minuti prima del tramonto: e il Sole è molto deformato e
tremolante, ma luminoso e bianco, il fenomeno è accentuato e visibile ad occhio
nudo e si potrebbe vedere il raggio verde sfumare con una tonalità blu; Molti
credono sia un fenomeno leggendario, invece è reale, e forse neanche tanto difficile da osservare. Se
avessimo l’abitudine di sostare un attimo in contemplazione, mentre il Sole
tramonta o sorge, nei pochi minuti in cui possiamo mirare la nostra stella
senza proteggerci dalla luce eccessiva, forse lo noteremmo senza andare in
paesi esotici dove si crede sia più visibile.
venerdì 20 dicembre 2013
mercoledì 4 dicembre 2013
sabato 23 novembre 2013
sabato 16 novembre 2013
EMISSIONI RADIO DEL PIANETA GIOVE
"Radio JOVE Project”
CLAUDIO ROMANO
IK8LVL
Come altri
corpi celesti il Pianeta Giove emette intensi segnali radio, nel 1955, Bernard
Burke e Kenneth Franklin del Carnegie Institution of Washington, utilizzando
un’antenna per radio astronomia specifica (chiamata Croce di Mills) scoprirono
che il pianeta Giove emette onde radio a 22.2 MHz.
C.A. Shain, un
astronomo australiano, analizzò delle registrazioni di Giove fatte nel 1950-51
alla frequenza di 18.3 MHz. Trovò che Giove emetteva più rumore radio quando
era rivolto verso la Terra in un particolare,
ciò voleva significare che segnali
radio provenivano da sorgenti localizzate a particolari longitudini,
erano individuate in determinate zone della superficie del pianeta.
Nel 1964 E.
Keith Bigg scoprì una connessione tra le tempeste radio di Giove e la posizione
orbitale del suo satellite Io-Giove, caratterizzato da una magnetosfera. (Per magnetosfera si intende la regione di
spazio circostante un corpo celeste entro
la quale il campo magnetico da
esso generato domina il moto delle eventuali particelle cariche presenti. Il termine è
entrato in uso dopo gli anni cinquanta del XX secolo, quando è stato per la prima volta
proposto dal fisico Thomas Gold.) molto intensa dalla forma a strati toroidale
che discosta dagli altri pianeti per
emissioni sporadiche, polarizzate e molto intense. Ciò fa pensare alla presenza
di meccanismi non termici.
Le radiazioni (burst),
sporadiche, sono il risultato di violenti processi nell'atmosfera del pianeta
collegati al moto del suo satellite Io, ed hanno potenza tale da poter essere
rivelata da dispositivi amatoriali. La magnetosfera di Giove contiene
particelle cariche provenienti dal satellite Io, in aggiunta al vento solare
intrappolato nelle linee del suo campo magnetico. Una densa nuvola di elettroni
forma un anello intorno all’equatore magnetico di Giove. I vulcani di Io
lanciano, con grande potenza, gas elettricamente conduttori verso la zona
interna della magnetosfera
L'energia per l'attività vulcanica
del satellite deriva probabilmente dalle forze di marea sprigionate
dall'interazione tra Io, Giove e altri due satelliti naturali del pianeta,
Europa e Ganimede
L’ascolto di queste
emissioni viene fatto come detto su specifiche frequenze delle onde corte che
corrispondono all’incirca alla lunghezza d’onda di 15 metri.
La NASA nell’ambito dei suoi programmi di divulgazione ha finanziato un
progetto “Radio JOVE Project”destinato alle
scuole questo progetto ha lo scopo di avvicinare i ragazzi all’astronomia in
maniera facile e avvincente.
La
NASA ha predisposto un Kit composto da un ricevitore da una
antenna software sfruttando la scheda audio dei PC per la registrazione dei segnali. Il tutto
facilmente assemblabile anche dai non esperti, grazie alle dettagliate
istruzioni allegate. In particolare il software molto valido, infatti, è un sistema
di visualizzazione e registrazione dei dati ricevuti che, sostituisce i costosi
e ormai obsoleti registratori grafici a carta.
E’ bene ricordare che su Giove
è presente l’'atmosfera è
la più estesa atmosfera planetaria del sistema solare. È composta principalmente da idrogeno molecolare ed elio
- con proporzioni simili alla loro abbondanza nel Sole - con tracce di metano, ammoniaca, acido solfidrico ed acqua;
quest'ultima non è stata finora rilevata ma si ritiene che sia presente in profondità.
Le abbondanze
dell'ossigeno, dell'azoto,
dello zolfo e dei gas nobili sono superiori di un fattore tre ai
valori misurati nel Sole
Su Giove avvengono tempeste potenti,
sempre accompagnate da scariche di fulmini. Le tempeste si formano
principalmente nelle bande e sono il risultato di moti convettivi dell'aria
umida nell'atmosfera, che portano all'evaporazione e condensazione dell'acqua.
Sono siti d’intense correnti ascensionali che conducono alla formazione di nubi
luminose e dense. I fulmini su Giove sono in media molto più potenti che quelli
sulla Terra, tuttavia avvengono con minore frequenza e, quindi complessivamente
il livello medio della potenza luminosa emessa dai fulmini sui due pianeti sono
confrontabili.
Da
analisi statistica delle emissioni radio di Giove registrate a Terra, si scopre
che queste tempeste avvengono con alta probabilità quando Io, una delle lune di
Giove, si trova in una certa posizione intorno al pianeta. Per questo
motivo tali tempeste si chiamano IO-A. Le tempeste IO-A si
percepiscono a terra come segnali che ricordano il rumore delle onde del mare
(si tratta cioè di Long-Bursts).
Generalmente si è notato il periodo
estivo, il monitoraggio di giove non è
indicato quando a un maggiore apporto di radiazione solare ultravioletta
corrispondono un incremento della densita' elettroni, la ionosfera puo' restare
attiva anche in ore notturne, ostacolando, di fatto, l'attivita' di Giove
spinge molti radio-astrofili a prediligere la stagione invernale per osservare
Giove.
E’
facilmente intuibile che per noi radioamatori tale attività possa essere
facilmente percorribile considerato i
mezzi che occorrono, radio antenne e PC
….e tanta pazienza.
Infatti
la Sezione di Napoli dell’ARI ha
iniziato un percorso di collaborazione
con l’U.A.N (Unione Astrofili Napoletana) per allestire una stazione per il
monitoraggio delle onde radio di Giove presso l’Osservatorio Astronomico
Capodimonte.
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