domenica 15 marzo 2020

Accordatore d'antenna



Claudio Romano

Questa settimana parliamo di accordatori d’antenna uno strumento molto familiare, oggi negli apparati radio di ultima generazione è entro-contenuto e per tale ragione spesso sfugge la sua importanza. Specie se si è neofita,
Non entreremo sul calcolo dell’impedenza[1].che ci porterebbe in maniera immancabile a riempire la pagina di formule matematiche.
 Un accordatore d'antenna (in inglese antenna tuner o ATU - Antenna Tuning Unit) è un dispositivo che ha la funzione di adattare fra loro l'impedenza di un'antenna e quella di uscita di un trasmettitore o di ingresso di un ricevitore ad una determinata frequenza.
 Come è noto per una linea di trasmissione ad una certa frequenza ha solo un tipo di antenna che è calcolata in funzione della frequenza su cui lavora l’apparato.
Normalmente l'impedenza IN/OUT dei ricetrasmettitori commerciali è pari a 50 ohm. L'accordatore quindi sarebbe inutile se la frequenza di risonanza dell'antenna fosse quella esatta di lavoro dell'apparecchiatura rispettando l'impedenza di 50 ohm. Ma questa è una situazione puramente teorica poiché vanno anche considerati la situazione ambientale ed il tipo di installazione. Non esistono quindi modelli unici, ma solo modelli di riferimento che di volta in volta vanno adattati al bisogno.

In effetti La funzione di un accordatore d'antenna è quella di essere un elemento di congiunzione tra un sistema TX-RX ed una antenna appunto, ed un ricevitore e/o trasmettitore o ricetrasmettitore[2]
Sostanzialmente alla base di un accordatore d’antenna è composto di pochi componenti come condensatori variabili lamellari “ad aria” un paio di manopole e un commutatore a più posizioni per stabilire il “passo” di induttanza corretto per poter effettuare l’accordo su quella determinata frequenza. Oggi vi sono accordatori automatici, semplici da adoperare che automaticamente trovano il punto migliore dell’accordo tramite la commutazione automatico dei condensatori
Come si è detto l’accordatore si può utilizzare sia se si ha un apparato ricetrasmettitore che solo ricevitore. Come vedremo risulterà più facile accordare un ricetrasmettitore che un ricevitore
Nel primo caso si ha il migliore accordo quando si abbatto an minimo le onde stazionarie quindi basti vedere lo strumento che misura le onde stazionarie.
Nel secondo caso, quando si deve accordare l’antenna ad un ricevitore bisogna avere l’accortezza di annotare quale è il migliore ascolto con segnale audio rapportandolo anche al rumore di fondo. In effetti in quest’ultimo caso c’è bisogno di un udito affinato e ben allenato all’ascolto.


[1] L’impedenza è una grandezza fisica che rappresenta la forza di opposizione di un circuito al passaggio di una corrente elettrica alternata, o, più in generale, di una corrente variabile

[2] La finalità dell’accordatore sono valide sia se abbiamo sia se come apparato abbiamo una ricetrasmittente o solo un ricevitore

lunedì 2 marzo 2020

JOHN GELOSO


JOHN GELOSO
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Claudio Romano

Agli interessati all'arte radiofonica riesca utile il nostro sforzo volenteroso e costante nel raggiungimento di un sempre più alto livello di perfezione"-- J. Geloso


Con lo sviluppo delle radiocomunicazioni, nei primi anni del ‘900 sono molte le fabbriche di componentistiche elettroniche che sorgono. La “Geloso SPA “è una di queste.
Costituita da John Geloso intraprendente ingegnere Italo-argentino che dal 1932 al 1969 condusse l’attività di questa società che dovette affrontare anche la concorrenza degli Americani e Giapponesi
Geloso nasce il 10 gennaio 1901 in Argentina, dove i suoi genitori si erano trasferiti. Nel 1904 la famiglia fece ritorno in Patria stabilendosi a Savona dove Egli compi gli studi all'Istituto Nautico.
John Geloso applicandosi agli studi, cercò di tradurre in pratica quanto andava imparando. Infatti, Una sua grande capacità era quella di saper trasmettere le sue idee al prossimo, ancora studente, costituì una scuola per aspiranti macchinisti delle Ferrovie dello Stato. Per questo corso di studi pubblicò delle dispense corredate da disegni meccanici, e scritte con un linguaggio chiaro, semplice, adeguato a persone spesso in età matura. Mentre studia lavora nell’azienda del padre e contemporaneamente si dedica allo studio della musica che aiuterà a sviluppare la sua predisposizione all’ arte in genere associando abilità tecnica a un'intensa sensibilità artistica.


. Della “Geloso “sono famosi una vasta gamma di prodotti che vanno dalle radio per uso domestico TV e registratori. Famosi sono la pubblicazione dei Il Bollettino Tecnico GELOSO, una pubblicazione trimestrale gratuita, che non solo conteneva tutte le informazioni per la riparazione e la messa a punto delle sue apparecchiature, ma anche e soprattutto, aggiornamenti sulla produzione




Quando nel 1974 iniziai la mia attività come S.W.L..prima di conseguire la patente e licenza radioamatoriale uno dei miei primi ricevitori fu il G4/216 Questo ricevitore fu il mio primo apparato per le bande amatoriali. Ero già in possesso di un BC 312 con il quale facevo attività di BCL La GELOSO fabbrica anche radio ricevitori amatoriali  come G4-214  uno dei  miglior ricevitore che la Geloso abbia prodotto  intorno agli anni  ’60 nasce il G4/216  dopo una breve parentesi con il G G4/215  che tecnicamente aveva dei piccoli difetti subito individuati Linea moderna pulita, le dimensioni ridotte rispetto al suo precedente G 4/215 Alcune caratteristi  dei comandi di questo apparato dimostra l’accuratezza di alcune  scelte progettuali   ricorda che sia JOHN Geloso che alcuni progettisti  erano radioamatori  come per esempio  la distribuiti razionalmente sul pannello in modo da agevolare anche il « grafista» che ha la mano destra occupata dal tasto.  E la suddivisione delle bande: in maniera più razionale e si potrebbe dire eccezionale per quanto riguarda la gamma dei 10 metri.
Questo è forse l’unico apparecchio dell’epoca ad avere in copertura completa. Analoghi ricevitori di altre case costruttrici hanno la suddivisione in tre ed anche in quattro sotto-gamme.
La gamma unica è un vantaggio ancora poco apprezzabile da un punto di vista di “operabilità”
 Per contro, data l’impostazione in una sola gamma, vi è il pericolo che qualche armonica di «broadcasting I kit di montaggio sono il modo per avvicinate gli appassionati alla e divulgazione della radiotecnica A questo ricevitore per completare la linea venivano abbinati i trasmettitori tipo G209 R - G212TR

 CIT
Fracassi).
(Radiorama)

martedì 25 febbraio 2020

Arthur A.Collins e la “Collins & Co”


Arthur A.Collins e la “Collins & Co”

Claudio Romano
 Tracciamo una breve biografia del fondatore della Collins & Co Arthur Andrew Collins
ooOoo
Ogni radioamatore, vecchio o giovane, ha desiderato possedere un apparecchiature radio della “Collins”. Il Collins nei vari modelli è sempre stato un sogno per ogni radioamatori. Qualche volta questi sogni si avverano
Arthur Andrew Collins nasce a Kingfisher, Oklahoma, il 9 settembre, 1909, successivamente si trasferisce a Cedar Rapids, Iowa insieme alla famiglia. Arthur figlio di Merle, conosciuto con il soprannome “MH”, ricco proprietario terriero fondatore di un’Azienda Agricola, che fu uno dei primi ad effettuare coltivazioni intensive a carattere “industriale” allo scopo di abbassare il costo degli investimenti iniziali ed aumentando il reddito. Ebbe l’intuito di applicare tale metodo anche all’allevamento di bestiame. Ebbe la fortuna di diffondere le sue idee imprenditoriali in maniera da renderle redditizie.
L’infanzia di Arthur Andrew passò a sperimentare con amici con cui divideva la passione per l’elettronica e per la nascente branca delle telecomunicazioni radio, senza trascurare i regolari studi fino alla laurea. Alcuni amici importanti per la sua formazione tecnica riguardante quella che diventerà la sua professione sono Clair Miller, Henry Nemec, Leo Hruska, tutti radioamatori che seguirono il giovane Arthur nei suoi primi passi nel mondo della sperimentazione.
 Questi sono gli anni del crescente interesse nel mondo scientifico per gli esperimenti che Guglielmo Marconi effettua tra l’Europa e gli Stati Uniti.
I primi esperimenti e costruzioni di apparecchiature radio furono effettuate da Arthur in uno spazio ricavato negli scantinati della casa. Con grande disappunto del padre che si lamentava del gran disordine che gli creava il figlio. Nel 1923 Arthur Collins prende la licenza radioamatoriale con il primo nominativo 9CXX poi cambiato in W9CXX.
E’ superfluo sottolineare che a Cedar Rapids lo “shack” di Arthur era composto da apparecchiature auto-costruite ed era anche quello più sofisticato e completo.
 .
 Nel 1925 Collins stringe amicizia con John Reinartz, di origini tedesche, anche lui radioamatore[1] più anziano ed esperto. Per questa ragione viene scelto come responsabile delle trasmissioni radio a bordo della Goletta Bowdoin, nave scelta ed utilizzata per effettuare una spedizione scientifica in Groenlandia sotto il comando di Mac Milian. In tale occasione A.A. Collins, appena, quindicenne, tenne i contatti radio tra l’imbarcazione e la stazione Radio a Washington, con molto  successo. Questo servigio diede a Collins molta notorietà anche ma soprattutto per la sua giovane età.
Nel 1927 Arthur Collins per incarico della U.S. Naval Observatory con la sede a Washington, esegui una serie di studi su una zona abbastanza vasta degli Stati Uniti per analizzare le variazioni della propagazione radio montando alcune apparecchiature radio su un furgone insieme, Paul Engle Winfield Salisbury Leo Hruska. Questi esperimenti furono effettuati con una potenza relativamente bassa di 10 watt
Dopo il periodo della depressione economica del 1929 l’azienda agricola del padre venne liquidata e chiusa. Il giovane Arthur A. Collins fonda la “Collins Co” trasformando la passione in professione, siamo nel 1933. Per molti anni, subito dopo il dopo-guerra, I “Collins” hanno significato RADIO ma non solo per i radioamatori, considerato la produzione anche per il settore militare quasi per tutto il mondo occidentale è sintomatico che i Collins sono anche gli apparati preferiti per i cineasta in molte scene di film si notano apparati “Collins” (cif. Lino Esposito)
Fino agli anni ’70 del ‘900 la Collins ha segnato un epoca avendo un buon fatturato ma con avvento dei Computer si preferì modificare la produzione tanto che nel 1971 North American Rockwell Corporation acquistò Collins Radio per 35 milioni dollari
Nel 1972 Arthur Collins formò una piccola società di ricerca di ingegneria continuando la sua attività in misura minore fino alla sua morte che lo coglie all’età di 78 anni nel febbraio del 1987 
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 BIBLIOGRAFIA: Benjamin W. Stearns, Arthur Collins, Radio Wizard (2002); Ken C. Braband, i primi 50 anni: una storia di Collins Radio Company e la Divisione Collins di Rockwell International (1983), oltre a ritagli di giornale nei file ritagli dello State Historical Society of Iowa, Iowa City, dal Des Moines Register, 1987/02/26 e 1968/12/12, e il Cedar Rapids Gazette, 1999/08/08.



[1] Con il nominativo prima 1XAM poi con come K6BJ

sabato 22 febbraio 2020

I PALLONI SONDA


I PALLONI SONDA
IL RADIO SONDAGGIO
 IK8LVL
CLAUDIO ROMANO



 I Palloni sonda vengono usati per ottenere informazioni preziose per le previsioni meteo. Per raccogliere i dati i palloni vengono equipaggiati con delle radiosonde capaci di registrare dati relativi a temperatura, pressione, umidità via via che esso sale nell’atmosfera. Le radiosonde, alimentate da piccole batterie, trasmettono i dati alla stazione di terra che vengono poi elaborati ed analizzati dai meteorologi. Le Radiosonda sono inoltre in grado, tramite il segnale emesso dalle loro radio-onde, di dare importanti informazioni sulle velocità e direzione dei venti in quota. Le radiosonde sono munite di un piccolo paracadute che permette, quando il pallone scoppia, di raggiungere il suolo ed essere recuperato. Si calcola che giornalmente siano liberati nell’atmosfera, in tutto il mondo, circa 1800 palloni sonda, una cifra altissima.



RADIO SONDAGGIO
I radiosondaggi sono osservazioni di alcune variabili o parametri meteorologici prelevati attraverso una strumentazione di misura agganciata ad un pallone sonda che viene rilasciato in atmosfera. La strumentazione comunica con il centro meteo posto a terra tramite segnali radio ovvero una radiocomunicazione. Questi assumono il nome di messaggi TEMP e sono costituiti per lo più da stringhe di numeri decifrabili manualmente o con l'utilizzo di un elaboratore. Il pallone sonda è a perdere.  Attraverso Il radiosondaggio si analizza principalmente il profilo verticale dell'atmosfera, cioè il cambiamento di alcuni valori quali la temperatura e la pressione al variare della quota, in libera atmosfera. Il tempo di rilascio standard avviene alle cosiddette "ore sinottiche", in modo da poter confrontare i dati anche sul piano orizzontale, fra stazioni diverse in vari punti della terra.


RADIOAMATORI E RADIOSONDE
Una attività insolita   è quella dei radioamatori appassionati di recupero dei palloni-sonda oltre che di caccia dei palloni e di ascolto delle radiosonde meteo


Attrezzatura minima
Per prima cosa è necessario un ricevitore portatile che copra le frequenze da 400 a 406 MHz in modo WFM per le radiosonde RS92-KL e FM per le RS92-SGP(con GPS), abbinato ad un’antenna sul tetto dell’auto per un primo avvicinamento (io utilizzo uno stilo 5/8e una direttiva per la ricerca sul campo in questo caso utilizzo una Yagi 5 elementi ed  un RX amatoriale, o un piccolo scanner, può essere sufficiente per iniziare l'ascolto e familiarizzarsi con i vari tipi di segnali da ricevere; infatti esistono vari tipi di radiosonde e varie “modulazioni”, che è bene conoscere per identificarle anche ad orecchio. Principalmente, le radiosonde usate in Italia sono di due tipi: RS92KL e RS92SGP. Per quest'ultima, dal momento che è dotata di un piccolo GPS, né è possibile l'inseguimento con un opportuno programma di decodifica, che è SondeMonitor effettuare la ricerca “pura”, del tipo radiogoniometrico, o fare uso anche delle coordinate GPS tracciate con programma per il PC fino al punto di impatto al suolo.


Cosa ascoltare Quando   si ascoltano le Radio Sonde la difficolta iniziale è quella di identificare la radio sonda.  Situazioni diverse di propagazione fanno sì che si possono sentire più segnali. Quindi la difficoltà principale è quella di ascoltare effettivamente la sonda che poi si vuol recuperare Da dove ascoltare Un luogo aperto è sufficiente; anche se non alto poiché sono le RS a trovarsi in altura; l’essenziale è che il posto sia ben aperto e libero da qualsiasi ostacolo in modo che la radiosonda sia visibile. Se la distanza è grande, non si ascolterà il segnale se non quando la radiosonda sarà prossima al vertice della sua traiettoria, bisognerà dunque ascoltare tra 1h30 e 2h dopo l'orario di lancio Quando ascoltare Orari di lancio La maggior parte delle stazioni di radiosondaggio effettua lanci ordinari due volte al giorno: a mezzogiorno e a mezzanotte, detti anche sondaggi di 00Z e di 12Z (o 00UTC e 12UTC). Di fatto, a queste ore la radiosonda è già in aria da 50 o 60 minuti in modo che le misure effettuate durante la salita siano   all'incirca ripartite da una parte e dall'altra dell'ora di riferimento.


Fonti :
 A)RADIORAMA


sabato 15 febbraio 2020

LA TENDA ROSSA ED IL DIRIGIBILE “ITALIA”


LA TENDA ROSSA
ED IL DIRIGIBILE “ITALIA”
CLAUDIO ROMANO
IK8LVL

“In tutti i rami dell’attività umana il dilettantismo è riguardato come un fenomeno di faciloneria e di presunzione: ma nella radiotelegrafia i dilettanti sono, sotto certi aspetti, all’avanguardia, e il contributo che essi danno al perfezionamento della scoperta è senza dubbio considerevole”.
Cesco Tomaselli “L’Inferno Bianco” (1929):

Lo spazio concessoci in questa rubrica certamente potrebbe essere fattore penalizzante non potendo raccontare in maniera compiuta  tutti gli aspetti degli eventi che stiamo per descrivere e che testimonia l’importanza che ha avuto la radio ed i  radiamatori alla pari della tragedia del “Titanic in questa storia che stiamo per raccontare . Focalizzeremo la nosta attenzione sul valore che ebbe la radio,tralasciando le argomentazioni sulle modalità de soccorsi e sulle polemiche che nacquero .successivamente. Di questa storia Umberto Nobile, Giuseppe Biagi,  Nikolaj Schmidt; li possiamo considerare i protagonisti  principali anche se non sono i soli

                                                        

Umberto Nobile ingegnere aeronautico ,professore universitario ,progettista di fama mondiale Nobile si recherà spesso anche all’estero chiamato a collaborare alla costruzione di un'aeronave militare. Tornato in Italia, nel 1923 realizzerà il dirigibile N1, modello impiegato anni dopo nella prima trasvolata al Polo Nord. Lo stesso anno viene nominato tenente colonnello del Genio aeronautico. Nel 1925 continua la consulenza all'estero per la costruzione di nuovi modelli di dirigibili. fu il disegnatore e comandate del dirigibile “Norge”con il quale Amudsen effettuò la spedizione nel 1926. al Polo Nord Il comando del dirigibile  è affidato ad Umberto Nobile.
Giuseppe Biagi nato a Medicina la sua infanzia la passò nelle campagne bolognesi nella fattoria di famiglia. Nel 1911 iniziò a lavorare presso un cantiere navale, poi studiò la telegrafia presso la città di La Spezia diventando poi istruttore. Partecipò come marconista ad alcune azioni importanti della prima guerra mondiale, continuò la sua carriera militare come sottoufficiale della Marina.
Nikolaj Schmidt: Figlio di un insegnante nasce a Kiev nel 1906 con una sufficiente preparazione tecnica riesce all’età di diciotto anni a costruirsi un radio ricevitore. Lavora come operatore del cinema locale, però perfeziona la sua conoscenza del morse, traducendo ad orecchio le battute della macchinetta presso il locale ufficio telegrafico. Il 2 giugno del 1928 fu il giorno che cambiò la vita di questo tranquillo ventiduenne.
L’impresa con Amudsen spinse UmbertoNobile a programmare una spedizione tutta italiana con un dirigibile simile  dal nome “Italia”  che parti, il 15 aprile 1928.
 Questa nuova spedizione, dal carattere marcatamente scientifico. Infatti il programma della spedizione comprendeva ricerche geografiche geofisiche di meteorologia, oceanografia, lo studio del magnetismo terrestre e della propagazione delle onde elettromagnetiche. Inoltre vennero condotti studi sulle diatomee della Baia del Re.
.Dell’equipaggio facevano parte molti scienziati come Frantisek Behounek, fisico, direttore dell'Istituto Radio di Praga. Finn Malmgren, meteorologo, geofisico e docente presso l'Università di Uppsala. (Aveva partecipato anche alla spedizione del Norge). Aldo Pontremoli, fondatore del Dipartimento di fisica dell'Università di Milano. Una volta raggiunto il polo, praticamente al termine della missione iniziò il viaggio di ritorno. Forse per un errore di valutazione sulle previsioni del tempo  venne intrapresa una rotta  che compromise il viaggio del  dirigibile  “Italia “ vi fu una tempesta  l’Italia iniziò a perdere  quota , per una perdita di idrogeno  le manovre si resero molto difficile poiché il ghiaccio si accumulava sulla superfice del dirigibile bloccando le manovre deli strumenti e dei timoni .Nel perdere quota il Dirigibile si distrusse ,una parte quella di tela si allontanò  portato da vento che aumentava sempre più  lontano dalla cabina trascinando una parte dell’equipaggio
.Mentre gli uomini  che erano nella cabina caddero sul pack  tra questi c’erano Giuseppe Biagi, Umberto Nobile e Felice  Troiani Nella tragedia però si salvò la radio di emergenza che fu danneggiata nell’impatto ma fu  riparata in maniera che potesse erogare potenza sufficiente ,quindi il telegrafista Biagi potette lanciare ripetutamente  l'SOS alla nave appoggio "Città di Milano attraccata presso la “Baia del  Re Circostanze sfavorevoli vollero che dal 24 maggio  fino al 2 giugno nessun segnale fu ascoltato nessun messaggio Solo  la sera del 2 giugno un radioamatore, Nikolaj Schmidt presso una cittadina di   Wosnessenie Wochma, nella provincia di Arcangelo della Russia. Ascoltò il messaggio di soccorso che trasmetteva Giuseppe Biagi il cui testo era:
SOS Italia. Nobile. Sui ghiacci presso l’isola di Foyn, nord-est Spitzbergen, latitudine 80°37’, longitudine 26°50’ est di Greenwich. Impossibile muoversi mancando di slitte e evendo due feriti. Dirigibile perduto in altra località. Rispondere via IDO 32.
Successivamente Il 5 giugno l’ambasciata Sovietica informò il governo italiano che un S.O.S del dirigibile Italia. Cosi iniziarono le operazioni di soccorso che furono lunghe e con molti imprevisti. Solo il 12 luglio la nave rompighiaccio russa “ Krassin”  riuscì a salvare tutti i superstiti.
 La perdita degli strumenti e di parte della documentazione non consentì di valorizzare i risultati ottenuti. Comunque venne verificato come la ionizzazione dell'atmosfera decresca al crescere dell'aria e la sterilità dell'aria nelle regioni polari. La permanenza presso la “Tenda Rossa “permise   comunque la possibilità di studiare la deriva dei ghiacci.
Ci piace ricordare che l’ARI (Associazione Radioamatori. Italiana) nominò Giuseppe Biagi socio onorario del sodalizio. In una relazione dell'A.R.I.  Si legge quanto segue:
“Nella spedizione ITALIA ha un ruolo determinante il ricetrasmettitore campale a onde corte Ondina 33-s, dotata del ricevitore a reazione inventato pochi anni prima da Marconi. L'apparato è alimentato da accumulatori  realizzati dalla Tudor nello stabilimento di Melzo (Milano), L'apparato d'emergenza "Ondina" era,infatti, un progetto di Giulio Salom, oggi I0ACL, Presidente Onorario dell'A.R.I.  Biagi dopo la caduta sul pack, stringeva fra le braccia un tesoro: l'Ondina-S, apparato d'emergenza, fino ad allora adoperato come sedile nella cabina.”

venerdì 14 febbraio 2020

Grimeton Radio Station


Grimeton Radio Station
Claudio Romano
IK8LVL

Per gli BCL e SWL ma non solo, una delle più emozionanti avvenimenti è quella di poter ascoltare il segnale della Stazione SAQ di Grumento in Svezia.
 L’ascolto di questo segnale diviene difficile da effettuare non dipende da difficolta di propagazione ma dal fatto che le trasmissioni vengono effettuate in determinati periodi dell’anno per esempio alla vigilia di Natale. La rarità di queste trasmissioni dipende dal fatto che la Stazione Radio è “dismessa “ma considerato alcune caratteristiche tecniche è divenuto “Patrimonio Universale dell’Unesco”
La costruzione della Stazione Radio risale agli anni venti del ‘900 (1923) L’uso era continuativo fino agli anni ’50 per collegamenti per la telegrafia transatlantica verso la centrale radio situata a Long Island, negli Stati Uniti.. Negli anni successivi, fino alla metà degli anni ‘90 del secolo scorso fu utilizzata per la trasmissione di ordini verso i sottomarini. La particolarità di questa stazione radio è che è istallato l'unico alternatore di Alexanderson[1] funzionante del mondo. Il parco antenne è costituito da cavi aerei posti su sei torri d'acciaio alte oltre 120 metri. Negli anni ’70 venne sistemato un secondo trasmettitore che però lavorava su una frequenza di 17.2 kHz,
 Con le nuove tecnologie la Stazione Radio di Grimenton risultò superata, pur essendo in buone condizioni e funzionante.
Per tale ragione si prese in considerazione la possibilità di tutelarlo da un punto di vista storico richiedendo l’inserimento nell'elenco dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, anche per la presenza, come ricordato in precedenza, dell'unico alternatore “Alexanderson” ancora funzionante. La stazione radio è diventato una sorta di “museo”; Infatti in alcuni periodi dell’anno è aperto al pubblico con visite guidate, ancora in determinati giorni dell’anno , come Natale è il giorno in cui si ricorda annualmente ad Ernst Alexanderson ed altre ricorrenze  l’impianto viene utilizzato per trasmettere  brevi messaggi in Codice Morse sulla frequenza di 17.2 kHz. Il suo segnale di identificazione è SAQ. Questi ascolti sono diventati molto ricercati dagli appassionati e secondo consuetudine sono confermati da una QSL


[1] Per il secolo scorso quella di Ernst Federico Werner Alexanderson è stata una figura di spicco nel campo dell’elettronica e special modo nell’ ambito delle trasmissioni dove ha contribuito alla nascita del settore radiotelevisivo. Dobbiamo ad Alexanderson l’invenzione dell’alternatore


Il naufragio del transatlantico “Republic” Claudio Romano L’affondamento del “Republic “dimostrò l'importanza della radiotelegrafia co...