mercoledì 28 marzo 2012
domenica 19 febbraio 2012
9^"Antarctic Activity Week”
La Sezione A.R.I.di Napoli con il nominativo IQ8NA / P dal -20 al 26 febbraio, durante la nona edizione dell’”Antarctic Activity Week” sarà operativa presso l’edificio del CNR di Napoli - Via P.Castellino
lunedì 13 febbraio 2012
lunedì 23 gennaio 2012
venerdì 20 gennaio 2012
martedì 17 gennaio 2012
E.M.E.- Collegamenti radio" Earth-Moon-Earth"
Tra le molteplici attività nelle quali un radioamatore può spaziare uno dei più affascinanti sono i collegamenti radio utilizzando quale superfice riflettente la luna tale attività tale attività è chiamata E.M.E., la sigla, sta per Earth-Moon-Earth cioè Terra-Luna-Terra, e indica un modo di fare QSO (Collegamenti Radio) rimbalzando il segnale sulla Luna. Si tratta di fare il DX in modo estremo, utilizzando frequenze VHF e UHF. Tale attività consiste nel far riflettere un segnale radio sulla superficie della Luna, in modo da realizzare collegamenti con località anche molto distanti, con l'unico requisito di avere la Luna visibile da entrambe le stazioni radioamatoriali . Tali collegamenti richiedono antenne orientabili verso la posizione della Luna;Pertanto Il collegamento fra due o più stazioni, non avviene direttamente, ma attraverso la riflessione lunare. L'attività EME , consiste appunto,come ricordato nel far riflettere un segnale radio sulla superficie della Luna Per questo motivo, ed anche per superare la ionosfera senza problemi,si devono usare le bande VHF e UHF, dove le antenne sono piccole, e puoi eventualmente anche costruirle ed accoppiarle alquanto agevolmente
Si tratta di concentrare nel fascio più stretto possibile il segnale radio, puntarlo sulla Luna che ha una dimensione angolare di 0,5 gradi, attendere circa 1,3 secondi che la raggiunga dopo aver percorso 385.000 ± 20,000 km, e aspettare altri 1,3 secondi che la piccola parte riflessa ritorni sulla Terra e raggiunga l’antenna del corrispondente. Perché la riflessione abbia successo e si abbia un segnale sufficiente al ricevitore, si usano in genere potenze di trasmissione elevate e si cerca di concentrare il più possibile il segnale, considerando che il diametro della luna, osservato dalla terra, è di appena mezzo grado. Per questo motivo, ed anche per superare la ionosfera senza problemi, si utilizzano per tali collegamenti le gamme VHF, UHF e SHFLe singole antenne sono poi, in genere, connesse in parallelo, per concentrare ancora di più l'emissione verso la Luna ,ottenendo quindi un lobo d'irradiazione ad elevata direttività,Per le comunicazioni EME necessita una stazione radio con specifiche caratteristiche: una potenza medio alta ,per assicurarsi la buona riuscita del collegamento , in genere sui 50Mhz e 24 Ghz.
Negli ultimi anni, i collegamenti EME, sono più facili, grazie alla introduzione di ottimi amplificatori d'antenna da palo, amplificatori lineari di alta potenza ed infine, grazie anche alla trasmissione digitale, che, come sai, è particolarmente adatta alla ricezione di segnali di bassissimo livello.
Il primo collegamento E.M.E. e' da ricondursi all'esercito americano ( US Army Signal Corps ) subito dopo la II Guerra Mondiale,nel 1950, la US Navy stabili' un collegamento tra Washington DC e le isole Hawaii in RTTY, mentre La prima trasmissione effettuata con successo fra radioamatori e' invece datato 1953; con il collegamento tra gli OM W4AO e W3GKP
Nel1970. La larga disponibilita' di semiconduttori Low.noise avvicina infine la Yagi all'E.M.E.; nascono i primi array ( Insieme di antenne accoppiate ). Sempre nel '70 avvengono i primi QSO a 220 e 2304 Mhz seguiti nel '72 dal primo QSO a 50 Mhz. Comunque dal 1970 l'attivita' amatoriale per questo affascinante sistema di comunicare andra' sempre piu' concentrandosi nelle bande dei 144 e 432 Mhz benche' la banda dei 1296 fosse in continua crescita. Il contatto E.M.E. avviene principalmente in CW anche se, per effetto delle inevitabili .migliorie la SSB sta divenendo piuttosto popolare.
Ulteriori informazioni si possono trovare consultando le pagine dei siti qui di seguito :
Cenni sulla Propagazione per E sporadico
Come si sa la ionosfera è quella fascia dell'atmosfera che avvolge la terra.nella quale le radiazioni del Sole, e in misura molto minore i raggi cosmici provenienti dallo spazio, provocano la ionizzazione dei gas che la compongono:.
La ionosfera svolge un ruolo importante in alcune applicazioni radio; un'onda a radiofrequenza incidente su uno strato ionizzato può essere totalmente riflessa sotto opportune condizioni, al contrario di quanto accade nell'atmosfera non ionizzata(*)
Per convenzione la ionosfera è divisa in strati che hanno comportamenti fisici differenti infatti si divide in strato “D” lo strato più interno, si estende fra i 60 e i 90 km,lo strato “E”si estende fra i 90 e i 130 km di altitudine. Strato” Es” È uno strato discontinuo, che compare talvolta alla quota di 100 km, per brevi intervalli di tempo (da pochi minuti a qualche ora). È caratterizzato da nubi elettroniche di forma lamellare e piccolo spessore (2 km circa), fortemente ionizzate, in grado di supportare la propagazione radio .Infine Strato “F” Si estende fra i 130 e i 450 km di altitudine Qui di seguito diamo un cenno a quello che è la propagazione per effetto della fenomeno
“E sporadico” rimandando allo uno studio più approfondito elaborato da IK3XTV L’amico Flavio per chi volesse studiare a fondo l’argomento Egano (www.qsl.net/ik3xtv)
Questo che andiamo a descrivere è lo strato della atmosfera che in particolari condizione della ionosfera è capace di riflettere frequenze molto elevate interessa la parte alta dello spettro HF e nei casi estremi le bande VHF fino a frequenze di 200 Mhz. Facendo si che si possano effettuare collegamenti radio a distanze notevoli Tale fenomeno lo possiamo considerare uno dei più' allettanti modi di propagazione delle onde radio , ma contemporaneamente anche uno degli eventi più' mutevoli e di complesso interpretazione scientifica. La scoperta di questo tipo di propagazione risale agli anni 30, quando il prof. Edward J. Appleton, (premio Nobel nel 1947 per la fisica )
Questo particolare fenomeno si nota particolarmente nei periodi che vanno da Maggio a Settembre specialmente nelle ore diurne o durante le prime ore crepuscolari (specie sui 50 Mhz), inoltre si nota una leggera ripresa nel mese di Dicembre. Le distanze copribili dipendono dall'altezza dello strato e dall'angolo d'irradiazione verticale dell'antenna, e in ogni modo variano dai1000 ai 2500 chilometri, con riflessioni di un solo salto, ma in casi eccezionali ci possono essere riflessioni a due salti che aumentano la distanza fino a 4000 chilometri, mentre la riflessione a salti multipli non è studiata poiché ancora più rara Il fenomeno della propagazione per E sporadico non dipende solo dall'ora e dalla stagione ma anche dalla posizione geografica. Infatti l’ esperienza identifica cinque zone geografiche distinte basate soprattutto sulle caratteristiche stagionali e orarie
A -E sporadico equatoriale avviene durante il giorno, senza preferenze stagionali ed è causato da turbolenze indotte da maree atmosferiche, onde gravitazionali e dall'electrojet equatoriale.
B- E sporadico alle medie latitudini, relativamente raro e concentrato nel pomeriggio-sera dei mesi estivi, e che dovrebbe essere causato dal movimento dei venti ionosferici.
C- E sporadico polare, concentrato prevalentemente nelle ore notturne (tarda sera- mattino presto) senza preferenze stagionali e causato dall'azione combinata del campo magnetico terrestre con l'attivita' aurorale. Alle alte latitudini, localizzare degli eventi d'Es con picchi aventi densità' elettronica elevatissima causati dalla precipitazione di particelle infatti, si possono elettroniche ad alta energia convogliate verso i poli dalle linee di forza del campo magnetico terrestre e provenienti dalla magnetosfera. La formazione dell’”E Sporadico” dipende dalla forte ionizzazione degli stati della ionosfera interessati.
FORMAZIONE DELL' E-SPORADICO E METEORITI
Cause della forte ionizzazione puo essere l’!Ablazione Meteorica , cioe quando avviene un impatto di un meteorite con la parziale distruzione dello stesso.In definitiva si può concludere cosi come hanno dimostrano recenti ricerche che la formazione dello strato E sporadico, alle latitudini temperate, abbia origini dall'esterno della terra. Lo strato E sporadico e' causato dalla dispersione di ioni metallici derivati dalla fusione delle meteoriti che continuamente colpiscono l'atmosfera terrestre. Non e' l'unica causa, ma l'ablazione meteorica svolge la funzione di innesco. Quindi la propagazione e' dovuta all'azione combinata di, -Venti ionosferici, Flusso solare, Ablazione Meteorica La ionizzazione meteorica non è l'unica causa, ma dovrebbe avere una funzione catalizzatrice per l'intero processo, soprattutto per i fenomeni di Es più intenso (quello che interessa le frequenze più alte, 50 MHz e, soprattutto, nelle frequenze dei 144 MHz). L'intensità' dell'evento di Es dipende dalla ionizzazione residua dello strato, dal numero di ioni pesanti presenti relativi alla precipitazione meteorica e dalla forza dei venti ionosferici, soprattutto dall'ampiezza dell'indice di cambiamento della velocita' del vento con l'altezza, responsabile dell'ammassamento ionizzato
Composizione atomica delle Meteoriti
La composizione atomica delle meteoriti che entrano nell'atmosfera. Gli elementi metallici dominanti sono il Ferro, il Magnesio, il Nichel e l'Alluminio. Le meteoriti possono essere sostanzialmente di due tipi: meteoriti ferrose oppure meteoriti rocciose (Iron meteorite, Stony meteorite Per la formazione dell'E sporadico concorrono entrambe, anche se le prime forniscono il maggior apporto di atomi metallici. Recenti misurazioni hanno rivelato che le cortine di Es presentano un elevato contenuto di Ioni metallici (Fe+ e Mg+), oltre che O2+ e NO+: questi sono gli ioni principali e dominanti presenti all'interno della regione E. Gli ioni metallici sono il residuo lasciato dalla polvere meteorica che entra nell'atmosfera terrestre catturata dalla forza gravitazionale della terra.
__________________________________
(*)L’indice di rifrazione presenta variazioni generalmente troppo piccole per produrre la riflessione totale di un'onda. Di conseguenza, è possibile utilizzare un modello di propagazione basato su riflessioni multiple fra la superficie terrestre e la ionosfera. Questo tipo di propagazione è abbastanza efficiente per frequenze inferiori ai 30 MHz, tipicamente utilizzate dalle trasmissioni radioamatoriali
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